Salita al CAI Torino

La prima strada intitolata al Club Alpino Italiano

11 dicembre 2007. Nella ricorrenza della Giornata Internazionale della Montagna la Città di Torino, alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Castronovo, ha intitolato una strada al CAI, un riconoscimento al sodalizio nato nel 1863 nella città subalpina e all'attività della Sezione torinese.

Da quella data chi sale al Monte dei Cappuccini percorre una strada nuovamente denominata "Salita al CAI Torino".
È un fatto di grande rilievo anche per l'intero sodalizio in quanto su quel tratto di via si trovano il Ristorante e l'Area Documentazione del Museomontagna, anche con la Biblioteca Nazionale del CAI, e la Sede sociale del CAI. Sempre nella stessa giornata la piazza antistante il Museo Nazionale della Montagna e la Chiesa di Santa Maria ha assunto il nome di "Piazzale Monte dei Cappuccini". Sempre l'11 dicembre è stata anche conferita alla Città di Torino, nella persona del Sindaco Sergio Chiamparino, l'associazione benemerita alla Sezione di Torino del CAI, si tratta di un riconoscimento alla Civica amministrazione che, sin dal lontano 1874, anno di realizzazione della Vedetta Alpina, è sempre stata a fianco del Sodalizio, in particolare valorizzando e collaborando alla costituzione e all'affermazione del Museo Nazionale della Montagna e di tutte le attività al Monte dei Cappuccini.

Note storiche

"Sul Monviso il 12 agosto 1863 si compiva un rito augurale", ricorda il volume pubblicato per il cinquantesimo anniversario di fondazione del Club Alpino Italiano.
In quel giorno Giovanni Barracco, Paolo e Giacomo di Saint-Robert e il ministro delle finanze Quintino Sella, raggiunta la vetta, concepivano l'idea di fondare anche in Italia un Club Alpino.
Veniva così fondato, il 23 ottobre dello stesso anno, nel Castello del Valentino il Club Alpino, che diverrà presto Italiano.

Pochi anni dopo quel momento la storia del CAI Torino, saldamente legata alla collaborazione con la Città di Torino, si trasferiva al Monte dei Cappuccini. È una storia ultrasecolare che continua ancora oggi.
Il 9 agosto 1874 la Sezione di Torino del CAI invitava i soci del sodalizio, ormai diventato una struttura con organizzazione nazionale, alla "Inaugurazione del chiosco al Monte dei Cappuccini appositamente costruito dal Municipio di Torino per la veduta delle Alpi".
Chiosco che assumeva il nome pomposo di Vedetta Alpina e garantiva, nelle giornate di tempo sereno, un panorama all'orizzonte di circa 450 km di montagne.
All'inaugurazione della struttura, che costituì di fatto la nascita del Museo Nazionale della Montagna del CAI-Torino, il Sindaco di Torino Felice Rignon donava alla Sezione una bandiera ricamata, la prima con il nuovo stemma del CAI adottato in quell'anno.

Nel 1877, grazie ad una nuova collaborazione tra Città e CAI-Torino, nacque la Stazione Alpina. La Vedetta e le prime sale per le collezioni trovavano collocazione nelle sale dell'ex Convento di proprietà civica. Nel 1880 la struttura poteva venire considerata un vero Museo con sale espositive, biblioteca e, naturalmente, "vedetta" con cannocchiale.
Il 17 maggio del 1891, con un grande pranzo veniva inaugurata la "Palestra Ginnastico-ricreativa della Sezione di Torino", collegata con il Museo:
sale per attività sportive e d'incontro e un ristorante. I lavori furono completati nel 1893:
il 15 giugno veniva aperta l'Aula Maxima della Palestra, oggi nota come Sala degli Stemmi, riccamente affrescata dal pittore Ernesto Smeriglio su commissione di Guido Rey. Anche in questo caso Città e CAI-Torino sono legati da stretta collaborazione. Nel 1898 la Stazione diventava Museo Alpino e, con alterne vicende, le raccolte e le attività si arricchirono progressivamente fino al 1939, quando la struttura veniva chiusa per ingenti lavori.

Intanto, nell'anno 1900, la Città aveva messo a disposizione del CAI Torino una cospicua parte della collina del Monte dei Cappuccini per installarvi il Giardino alpino "Allionia". Iniziativa di grande rilievo che ebbe però vita breve a causa delle difficoltà tecniche e dei costi gestionali.
Nel 1942, l'edificio del Monte dei Cappuccini, completamente ristrutturato dalla Città di Torino, accoglieva il rinnovato Museo Nazionale della Montagna "Duca degli Abruzzi".

La struttura del CAI Torino, nonostante gli anni difficili e i danni della guerra, è ormai un'Istituzione di valenza nazionale. La stessa collaborazione si rinnoverà nel 1978 in occasione di una grande riorganizzazione e ristrutturazione dell'edificio e nel 2005 con i lavori e i riallestimenti che porteranno all'attuale Museo Nazionale della Montagna, una struttura di livello internazionale; il più grande museo di settore del mondo. Anche l'attività del sodalizio si è incrementata, lo spirito della vecchia "Palestra" vive ancora al Monte dei Cappuccini, tutti i corsi di formazione e le attività del CAI Torino, con la loro presenza, sono continuatori di una lunga storia.
L'intitolazione di "Salita al CAI Torino", voluta dalla Città di Torino, è quindi duplice testimonianza: per il CAI, fondato nel capoluogo subalpino nel 1863, e per il CAI Torino che, per il sodalizio, ha rappresentato un saldo e continuativo punto di riferimento per progetti e "storie" vissute a stretto contatto con l'amministrazione civica.

Tanti momenti che non potevano essere dimenticati. Anche per questa ragione, dall'11 dicembre 2007, il CAI Torino ha voluto tra i suoi Soci Benemeriti la Città.