Lo spirito del tempo, con Federica Mingolla e Compagnia (S)legati
16 Settembre 2026
Sabato 17 ottobre alle ore 19:00, al B-Side di Torino, va in scena “Lo spirito del tempo”, un nuovo appuntamento del progetto “Una montagna di persone”, nato dall’incontro tra Compagnia (S)legati e Club Alpino Italiano.
Il progetto Una montagna di persone, nato dall’incontro tra Compagnia (S)legati e Club Alpino Italiano, ha l’ambizione di raccontare la storia del CAI, dalla sua fondazione a oggi, attraverso le vite di alcuni dei suoi protagonisti: Quintino Sella, Nini Pietrasanta, Ettore Castiglioni, Vitale Bramani, Guido Rossa, Antonia Pozzi, Matteo Della Bordella, Federica Mingolla.
Lavorando su queste figure ci siamo però accorti che stavamo raccontando qualcosa di più grande della storia del CAI. Attraverso le loro vite, le loro imprese, le loro scelte e le loro contraddizioni, stavamo attraversando la storia del nostro Paese.
Quintino Sella e la costruzione dell’Italia appena nata; Antonia Pozzi e Nini Pietrasanta negli anni del fascismo; Ettore Castiglioni e la Resistenza; Guido Rossa e gli anni di piombo; Vitale Bramani e l’Italia dell’impresa e dell’innovazione. Fino ad arrivare al presente.
Ed eccoci a Federica.
Incontrare Federica Mingolla significa cambiare prospettiva. Non guardare più a un pezzo della nostra storia, ma al tempo che stiamo vivendo. Al nostro modo di stare nel mondo, alle aspettative che abbiamo su noi stessi, alle paure, alle ambizioni e alle contraddizioni della società di cui facciamo parte.
Nel suo libro Fragile come la roccia, Federica racconta la propria esperienza con una sincerità che va molto oltre l’alpinismo. E nel raccontarsi incontra molti dei temi che attraversano il nostro presente: il perfezionismo, il bisogno di correre e accelerare a tutti i costi, la paura di fallire, il rapporto con il proprio corpo e con la propria immagine, la necessità di trasformarsi continuamente in qualcosa da mostrare e da promuovere, il rapporto spesso ambiguo e soffocante con i social network.
La montagna rimane sullo sfondo, ma diventa anche un punto di osservazione privilegiato da cui guardare tutto questo.
Perché, in fondo, raccontando le persone che hanno attraversato la storia del CAI ci siamo accorti che il CAI stesso è uno specchio del nostro Paese e della nostra società: ne riflette i cambiamenti, le contraddizioni, i difetti e le bellezze.
Ne riflette, inevitabilmente, lo spirito del tempo.
Vi aspettiamo.