News / Meteo e bollettino valanghe per il week-end del 16-17 febbraio

15 Febbraio 2019


La situazione innevamento e pericolo valanghe di Arpa Piemonte per il weekend

Sabato 16 febbraio, zero termico prossimo ai 3000m, aumento del pericolo per valanghe di neve bagnata. Prosegue la fase con zero termico elevato che, se da un lato favorisce i processi di consolidamento del manto nevoso, dall'altro determina un incremento dell'attività valanghiva spontanea sui versanti più assolati e rocciosi. Aumenta pertanto la possibilità già nel corso della mattinata di sollecitare in profondità gli strati deboli ancora presenti, localmente al passaggio di una singola persona. Si raccomanda di prestare particolare attenzione sui pendii soleggiati, a partire dalle esposizioni E poi SE e S. Sui settori alpini di confine, alle quote comprese fra i 2100-2600m, sono presenti lastroni da vento via via più duri salendo alle quote dove l'azione eolica è stata più forte, generalmente ben individuabili per la caratteristica forma convessa; la destabilizzazione di questi accumuli è legata al forte sovraccarico, ma non si escludono locali situazioni sollecitabili al passaggio del singolo escursionista. Rumori di assestamento e di propagazione di fratture nel manto sono segnali di pericolo da valutare con attenzione.

 

Domenica 17 febbraio, attenzione al riscaldamento diurno e a residui lastroni sui versanti in ombra dei settori di confine. Le giornate miti e serene determinano condizioni primaverili sui versanti soleggiati, mentre sui versanti in ombra si conservano condizioni più invernali. Sono ancora possibili valanghe spontanee, di piccole o medie dimensioni, più probabili in corrispondenza di affioramenti rocciosi; aumenta già nel corso della mattinata la possibilità di sollecitare in profondità gli strati deboli ancora presenti, localmente al passaggio di una singola persona. Si raccomanda di prestare particolare attenzione sui pendii ripidi soleggiati, fino ai 2500-2600m e di concludere le escursioni in mattinata. Sui settori alpini di confine, alle quote comprese fra i 2100-2500m, si conservano isolati lastroni da vento, generalmente ben individuabili per la caratteristica forma convessa, sollecitabili per lo più con forte sovraccarico. Rumori di assestamento e di propagazione di fratture nel manto sono segnali di pericolo da valutare con attenzione.

 
Innevamento

I primi giorni della settimana sono stati caratterizzati da venti burrascosi di foehn che hanno determinato un
intenso rimaneggiamento della neve caduta nella settimana precedente. A partire da mercoledì si è assistito al
progressivo rialzo della temperatura al suolo, che mercoledì ha raggiunto i 3000m, con una significativa riduzione dello spessore della neve al suolo alle quote medio-basse e sui versanti al sole. Alle quote oltre i 2000-2200m la neve si è mantenuta più fredda e asciutta grazie alle notti serene e alla debole ventilazione settentrionale. L’innevamento si presenta fortemente deficitario rispetto alle medie stagionali al di sotto dei 1800-2000m, mentre alle quote più elevate rientra nella media. Negli ultimi due giorni sono state registrati unicamente piccoli scaricamenti di neve umida dai versanti al sole nelle ore pomeridiane, oltre i 2300m.

 

Manto Nevoso

L’azione del vento ha determinato la formazione di localizzati lastroni oltre i 2300-2500m, generalmente duri, che si alternano a ampie zone erose, in particolare nelle zone di cresta dove affiora diffusamente la vecchia neve. Nelle zone meno esposte al vento, generalmente comprese tra il limite del bosco e i 2300-2500m, sono presenti lastroni soffici di piccole/medie dimensioni, diffusi soprattutto alle esposizioni orientali. Sui versanti soleggiati la neve tende ad umidificarsi nel corso della giornata, andando a formare croste da fusione e rigelo, portanti di primo mattino. Nonostante il progressivo consolidamento del manto, permangono significative discontinuità in corrispondenza dell’interfaccia tra la neve recente e quella vecchia, per la presenza di grossi cristalli sfaccettati privi di coesione, in particolare sui versanti in ombra a quote comprese tra i 2100 e i 2500m e, più in quota, sui versanti al riparo dai venti.

 

Per maggiori informazioni arpa.piemonte.it >

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