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Il Rifugio Boccalatte-Piolti riparte con Massimo Manavella

di Flavio Coffano & Massimo Manavella

Il rifugio simbolo delle Grandes Jorasses si prepara a riaprire con una nuova gestione. Abbiamo intervistato Massimo Manavella, storico gestore del Rifugio Selleries, che dal 2026 guiderà anche il Boccalatte-Piolti, raccogliendo un testimone prestigioso.

Massimo, cosa hai provato quando hai saputo che saresti diventato il nuovo gestore del Rifugio Boccalatte-Piolti?

Prima di tutto una grande felicità. Ritengo di avere avuto la fortuna di essere coinvolto in un progetto tanto ambizioso quanto importante come la gestione del Rifugio Boccalatte-Piolti alle Grandes Jorasses. È una straordinaria opportunità, ma anche una grande responsabilità.

Accanto all'entusiasmo c'è anche un po' di timore?

Sì, non lo nascondo. Da quando questa possibilità ha iniziato a diventare concreta mi accompagna una domanda ricorrente: "Sarò all'altezza?". Il nome di Franco Perlotto, amatissimo ex-gestore del rifugio, rappresenta un riferimento importante per questo luogo e il confronto viene naturale.

Io cosa sono? Forse, almeno in parte, "un incosciente" - afferma sorridendo, NdA - ma credo anche che, con il dovuto rispetto e con tutta l'umiltà necessaria, sia giusto provare a dare continuità al progetto e proseguire il lavoro encomiabile svolto finora.

Che significato ha per te il Boccalatte-Piolti?

È un rifugio prestigioso, uno di quei luoghi che rappresentano la storia dell'alpinismo sulle Alpi. Proprio per questo non posso permettermi di affrontarne la gestione con superficialità. So bene quale valore abbia per la comunità alpinistica e per il CAI Torino.

Molti hanno pensato che questa scelta significasse lasciare il Rifugio Selleries. È corretto?

Assolutamente no. Tengo molto a chiarire questo aspetto. Il Selleries mi permette di lavorare da ventuno anni e non ho alcuna intenzione di abbandonarlo, almeno finché la Regione Piemonte, che ne è proprietaria, continuerà a ritenermi la persona giusta per gestirlo.

Quella che sta iniziando è una gestione in parallelo delle due strutture. Durante il periodo di apertura del Boccalatte-Piolti sarò alle Grandes Jorasses, mentre il Selleries continuerà a essere seguito dallo staff che già oggi vi lavora. Nei mesi autunnali, invernali e primaverili tornerò invece a dedicarmi completamente al Selleries, con lo stesso impegno di sempre.

Dal punto di vista organizzativo come si gestiscono due rifugi così diversi?

Le caratteristiche delle due strutture lo rendono possibile. Il Boccalatte-Piolti, trovandosi a 2.803 metri di quota, ha una stagione molto breve: apre più tardi rispetto ad altri rifugi e chiude prima della fine dell'estate. Sarà fondamentale sapersi organizzare con elasticità, muovendosi nel modo più efficace possibile.

Su chi potrai contare in questa nuova avventura?

Confido molto nella collaborazione e nel supporto del CAI Torino, con cui condividiamo l'obiettivo di tutelare una struttura che da 145 anni rappresenta uno dei presìdi più emblematici del nostro Sodalizio.

Come procedono i preparativi per la riapertura?

In questi giorni sono in corso gli indispensabili lavori di ristrutturazione. Successivamente sarà necessario affrontare una pulizia approfondita e predisporre tutta l'attrezzatura necessaria per rendere operativo il rifugio.

In questa fase conto di farmi affiancare da uno dei ragazzi che già collabora con me al Selleries: sarà un aiuto prezioso sia per il lavoro pratico sia per iniziare insieme a conoscere quella che sarà la nostra futura attività.

L'obiettivo è riuscire ad aprire già quest'estate?

Fin dall'inizio, insieme a Enrico Vaglio, Vicepresidente CAI Torino, ci siamo detti che sarebbe molto importante riuscire a garantire un'apertura, anche breve, già nell'estate in corso. Negli ultimi anni settembre ha spesso regalato condizioni molto favorevoli per l'alpinismo in quota e questo ci fa guardare con ottimismo a una possibile operatività nel mese di settembre.

In sintesi, con quale spirito affronta questa nuova sfida?

La domanda "Ce la farò?" oggi non ha ancora una risposta. Posso però dire con assoluta sincerità che ce la metterò davvero tutta. È questo l'impegno che sento di prendere nei confronti del rifugio, del CAI Torino e di tutti gli alpinisti che torneranno a frequentare questo luogo straordinario.

 

Il Rifugio Boccalatte-Piolti alle Grandes Jorasses

Situato a 2.803 metri di quota, sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco, il Rifugio Boccalatte-Piolti intitolato in onore di Gabriele Boccalatte e Mario Piolti, alpinisti di Torino morti sulla sud dell'Aiguille de Triolet nel 1938, rappresenta l'unico punto di appoggio per chi affronta la via normale alle Grandes Jorasses, una delle ascensioni più prestigiose e impegnative dell'intero arco alpino.

Dopo anni in cui la struttura è stata utilizzata esclusivamente come bivacco e ricovero di emergenza, la prossima riapertura con gestione segnerà un momento particolarmente significativo per l'alpinismo sul Monte Bianco, restituendo un presidio fondamentale a chi frequenta questo straordinario ambiente d'alta quota.

Nel corso del mese di luglio 2026 sono in corso importanti lavori di manutenzione e adeguamento, indispensabili per consentire la riapertura. Durante questo periodo il rifugio continua comunque a svolgere la funzione di ricovero di emergenza, pur non essendo garantita la piena agibilità della struttura.

Il CAI Torino comunicherà nelle prossime settimane ulteriori aggiornamenti sulla data ufficiale di riapertura e sulle modalità di gestione del rifugio.

 

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