Rifugi / GEAT Val Gravio

Tipologia: custodito

Categoria: C

011 9646364 / 0122 456321

32 posti letto

10 in locale invernale

Gestore: Mario Sorbino
333-8454390
custodi@rifugiovalgravio.it

Altitudine: 1390 m

Vallone del Gravio, San Giorio, Valle di Susa

su richiesta

Aperture:
dal 01 Gennaio 2017 al 31 Dicembre 2017 su richiesta
dal 02 Giugno 2017 al 17 Settembre 2017

Non prenotabile online

Informazioni

Il Rifugio GEAT Val Gravio è un rifugio situato nel comune di San Giorio di Susa, in Val Susa, a 1390 metri di quota.

Il rifugio é aperto tutto l'anno nei fine settimana ed in settimana su prenotazione per gruppi organizzati. Apertura continuativa nei mesi di luglio e agosto.


Bar - Ristorante

Nel nostro rifugio potrai organizzare pranzi con la tua famiglia o con i tuoi amici, anche per gruppi numerosi!

Il nostro menu prevede:
- antipasti piemontesi e della tradizione alpina;
- taglieri di salumi e formaggi selezionati della valle;
- polenta della tradizione concia, con salsiccia e/o con funghi;
- dolci e torte fatte in casa;
- alternative per vegetariani.

E ancora: birre, vini, amari e genepy del territorio.

E' gradita la prenotazionecustodi@rifugiovalgravio.it

Accesso

da San Giorio con carrozzabile fino a Città fraz. Adret poi su sentiero in ore 1. Dalla borgata Adret 1.120 m (parcheggio) imboccare una larga mulattiera selciata (segnavia 512) che si inoltra fra le case e sale ripida in un bosco di castagni sulle pendici orientali della punta dell’Adret. Poco più avanti si fa pianeggiante toccando alcune costruzioni fra le quali le Case Passet dove si incrocia il sentiero dei Franchi. Lasciata a destra la deviazione per Cortavetto e Travers a Mont si raggiunge un punto panoramico dove è visibile tutto il Vallone del Gravio, dominato dal Villano e dal Rocciavrè. Continuare a leggeri saliscendi sulla bella mulattiera e con un’ultima breve salita si arriva al rifugio.

Itinerari

Escursionismo

Punta il Villano, Punta Malanotte, Punta Cristalliera, Punta del Lago, Punta Pian Pares.


Trekking

Il Giro dell'Orsiera - G.O. - è l'itinerario escursionistico di 6 giorni nel Parco naturale Orsiera Rocciavrè. Un anello di circa 55 km con tappa in 5 Rifugi. Le tappe sono organizzate con partenza e arrivo dalla Borgata Molè del Comune di Coazze (Val Sangone) e prevedono il pernottamento nei Rifugi limitrofi (vedi sotto). Il trekking si presta naturalmente a essere organizzato in escursioni più brevi con partenze da accessi diversi ma altrettanto comodi: dalla località di Prà Catinat in Val Chisone o dal Comune di San Giorio in Val Susa raggiungendo la frazione Città o quella per la borgata Adret o, ancora dal Comune di Bussoleno, strada delle Sagnette.

Scarica la Guida del Giro dell'Orsiera >

Il rifugio si trova inoltre lungo il percorso escursionistico La Valsusa di rifugio in rifugio


Rifugi limitrofi

Rifugio Balma (1.986 m), Rifugio Selleries (2.035 m), Rifugio Toesca (1.711 m), Rifugio Amprimo (1.375 m)

Storia

Costruito nel 1928, venne distrutto durante la guerra nel maggio 1944; sei anni più tardi fu ricostruito e successivamente ampliato fino ad avere la capacità e la struttura attuali. Migliorato ulteriormente nel 2009 grazie al costante impegno della sottosezione GEAT del CAI Torino, il rifugio Val Gravio conserva intatto il fascino di quegli anni

Eventi/News

Geat Val Gravio la tappa "verde" lungo la strada di Carlo Magno - 23 Agosto 2017

Ecco il bell''articolo di Andrea Lavalle apparso lo scorso Mercoledì 23 agosto 2017 su La Repubblica... buona lettura!


di Andrea Lavalle

TRA QUALCHE settimana il verde acceso dei faggi e delle conifere lascerà il posto alle tonalità rosso- arancioni dei larici e dei ciliegi selvatici. Poi l'inverno spoglierà il bosco, scoprendo squarci di cielo azzurro, fino a quando le prime foglie primaverili torneranno a tingerlo di verde e poi di giallo con la fioritura dei maggiociondoli.

Nel cuore del parco naturale dell'Orsiera Rocciavrè, sopra San Giorio di Susa, il rifugio Geat Val Gravio è immerso nella natura e nei suoi colori. Quando è stato costruito — nel 1928 dal Gruppo Excelsior Alpinisti Torino — la vegetazione non era così rigogliosa e questi terreni erano adibiti a pascolo. Ma il tempo e il graduale spopolamento della montagna hanno permesso al bosco di tornare ad assumere la sua forma originaria, circondando il rifugio e le borgate circostanti.

Ricovero per i partigiani durante la Resistenza, il Geat Val Gravio fu incendiato dai nazifascisti nel maggio del 1944. Sei anni più tardi fu ricostruito e poi ampliato fino a raggiugere gli attuali 32 posti letto.

Mario Sorbino lo ha preso in gestione con la moglie Debora Catalano nel 2006. «Ma preferiamo definirci custodi piuttosto che gestori» spiega. Quella dei Sorbino è una tradizione di famiglia: fin da quando aveva 11 anni, infatti, Mario dà una mano al fratello Andrea nella gestione del rifugio Vitale Giacoletti, alle pendici del Monviso. «È un lavoro affascinante in cui, un po' come la figura del "generico" nel teatro, ci si trova a interpretare tanti ruoli diversi — prosegue — dal cuoco all'idraulico, dall'organizzatore alla guida alpina». Ex studente di architettura, Sorbino è molto legato al tema dell'ecosostenibilità e si è subito messo al lavoro per rendere il Geat Val Gravio energeticamente autosufficiente. Con una piccola centralina idroelettrica e una stufa a legna il rifugio produce tutta l'energia di cui ha bisogno.

Debora invece ha messo la sua passione per l'alimentazione sana al servizio della cucina del rifugio. Così, accanto ai piatti della tradizione alpina e ai taglieri con salumi e formaggi dei produttori locali, il ristorante offre menu vegetariani e alternative per chi soffre di intolleranze alimentari. Con la nascita delle due figlie (nel 2009 e nel 2011) la famiglia Sorbino si allarga e l'offerta del rifugio si arricchisce di proposte per i più piccoli: dai soggiorni scolastici ai campi estivi, e poi letture per bambini, attività teatrali, gite e concerti.

Con i suoi 1390 metri di altitudine, aperto tutto l'anno e raggiungibile con una passeggiata di un'ora tra i boschi di castagni partendo dalla Frazione Adret — o da Cortavetto per chi è in mountain bike — il Geat Val Gravio è il posto ideale per entrare in contatto con la montagna e la sua natura. Si può andare a scoprire la maestosa cascata nascosta, a 5 minuti dal rifugio, percorrere il sentiero botanico, osservare le incisioni rupestri risalenti all'età del ferro o sperare di incontrare cervi, caprioli, tassi, faine, gufi e civette. Persino qualche camoscio che seguendo la dorsale rocciosa arriva fino al bosco, mentre un po' più in quota si possono trovare gli stambecchi. E da qualche anno ci sono anche alcuni esemplari di lupi che popolano queste montagne.

Non mancano le mete escursionistiche, «con i loro nomi simpatici e un po' manzoniani». Il Pian dell'Orso, il colle del Vento, il colle di Malanotte, il monte Costabruna e il monte del Villano. E poi il Rocciavrè con i suoi 2778 metri e la Punta Cristalliera (2801) che dominano la vallata. Dal Val Gravio passano anche il Tour dell'Orsiera, un itinerario di 6 giorni attraverso il Parco naturale, e la variante bassa della Gta, che «evitando i valichi alti è percorribile anche a inizio stagione». E chi ama la storia può percorrere il sentiero medievale fino alla certosa di Monte Benedetto, o il sentiero dei Franchi, che va da Oulx alla Sacra di San Michele, ricalcando l'itinerario percorso da Carlo Magno per conquistare le chiuse longobarde.