Rifugio Gastaldi chiuso

Tipologia: custodito

Categoria: C

Altitudine: 2659 m

Posti letto: 99
In locale invernale: 10

Aperture:
dal 26 Giugno 2020 al 20 Settembre 2020

Prenota subito

Contatti:

Crot del Ciaussinè, Balme, Val d'Ala di Lanzo

0123565008

info@rifugiogastaldi.com

http://www.rifugiogastaldi.com

http://www.rifugiogastaldi.com/info-utili/webcam-e-meteo/

Gestore: Roberto Chiosso
3487119154

Itinerari

Itinerario Tempo di percorrenza Dislivello totale
Accesso al rifugio Gastaldi dal Pian della Mussa 02:30 809

Informazioni

Il rifugio Bartolomeo Gastaldi si trova in alta val d'Ala (Valli di Lanzo), sopra Pian della Mussa, a 2659 metri di quota.

Il rifugio è di proprietà della sezione di Torino del CAI che l’ha dedicato nel 1886 a Bartolomeo Gastaldi, geologo e presidente del Sodalizio.

Il Rifugio Gastaldi è aperto in modo continuativo da aprile a settembre (escluso un breve intervallo dovuto al disgelo primaverile) e offre ogni giorno servizio bar e ristorante. I posti letto sono così divisi: 69 (nuovo rifugio) + 30 (vecchio rifugio)

Storia

Il primo rifugio Gastaldi venne edificato dalla Sezione Torinese del Club Alpino Italiano quando l’alpinismo muoveva i primi passi sulle montagne più prossime al Capoluogo, appunto nelle Valli di Lanzo. È dedicato all’ ex presidente della sezione di Torino del CAI, il geologo Bartolomeo Gastaldi.

La prima costruzione edificata in località Crot del Ciaussiné, dal nome di un’antica cava di calce, risale al 1880 e constava allora di un solo ambiente. Nei venti anni successivi fu più volte ampliata ma ciò nonostante, il piccolo Rifugio Gastaldi risultò insufficiente per la crescente frequentazione alpinistica della zona. La Sezione di Torino del Club Alpino decise allora la costruzione di un nuovo rifugio-albergo che sorse pochi metri a fianco del vecchio rifugio.

Il nuovo rifugio venne solennemente inaugurato il 2 settembre 1904, in occasione del XXXV Congresso degli Alpinisti Italiani tenuto dalla Sezione di Torino e svoltosi nella Val d’Ala. Parteciparono 160 alpinisti di tutte le regioni d’Italia e quarantacinque guide, per metà valligiane e per metà convocate da Courmayeur. I servizi che il rifugio offriva in quegli anni erano quelli di un vero e proprio albergo di lusso con tutti i confort, compresi acqua calda corrente, termosifoni e champagne. Purtroppo dopo soli quattro anni il nuovo rifugio albergo fu distrutto da un incendio causato dalla disattenzione di alcuni ospiti. Ricostruito come prima venne inaugurato nuovamente due anni dopo e ampliato nel 1930.

Durante la Resistenza servì da base per i partigiani e durante gli scontri dell’ ottobre 1944 con le forze naziste venne incendiato e distrutto. Così, sebbene notevolmente danneggiato l’ormai vetusto vecchio rifugio riprese la sua insostituibile funzione gestito dalla leggendaria guida Giuseppe Ferro Famil detto “Vulpòt”. Tale periodo durò fino al 26 luglio 1970, giorno dell’inaugurazione del ricostruito Nuovo Rifugio, il quale attraverso molteplici innovazioni tecnologiche prosegue tuttoggi la sua storia.

Nel 1983 parte del Vecchio Rifugio fu trasformata in Mostra permanente, collegata al Museo Nazionale della Montagna di Torino e dedicata all’ultracentenaria storia dell’alpinismo piemontese.


Albo dei gestori del Rifugio Gastaldi

1946-1969 : Giuseppe Ferro Famil (Vulpot)
1970-1972 : Franco Castagneri (Taroc)
1973-1982 : Gege Picatto
1983-1993 : Nanni Bertoni
1994-1996 : Marco Degani
1997-2004 : Guido e Antonella Rocci
2005-2008 : Marco Ferraris
dal 2009 : Roberto Chiosso