Rifugi / Gastaldi

Tipologia: custodito

Categoria: C

0123565008

http://www.rifugiogastaldi.com

http://www.rifugiogastaldi.com/info-utili/webcam-e-meteo/

99 posti letto

10 in locale invernale

Gestore: Roberto Chiosso
3487119154
info@rifugiogastaldi.com

Altitudine: 2659 m

Crot del Ciaussinè, Balme, Val d'Ala di Lanzo

aperto

Aperture:
dal 25 Marzo 2018 al 13 Maggio 2018

Non prenotabile online

Informazioni

Il rifugio Bartolomeo Gastaldi si trova in alta val d'Ala (Valli di Lanzo), sopra Pian della Mussa, a 2659 metri di quota.

Il rifugio è di proprietà della sezione di Torino del CAI che l’ha dedicato nel 1886 a Bartolomeo Gastaldi, geologo e presidente del Sodalizio.

Il Rifugio Gastaldi è aperto in modo continuativo da aprile a settembre (escluso un breve intervallo dovuto al disgelo primaverile) e offre ogni giorno servizio bar e ristorante. I posti letto sono così divisi: 69 (nuovo rifugio) + 30 (vecchio rifugio)

Accesso

Il rifugio Gastaldi si trova nel territorio del Comune di Balme, in Provincia di Torino. Lasciata la tangenziale nord di Torino all’uscita di Venaria, imboccare la provinciale del Parco della Mandria in direzione di Lanzo. Proseguire quindi lungo la Val d’Ala verso Ceres e Balme, da dove la strada sale rapidamente per terminare ai 1850 mt del Pian della Mussa. Parcheggiata l’auto al pian della Mussa imboccare a sx la strada sterrata e, attraversata la Stura sul nuovo un ponte di legno, costeggiare l’Alpe Venoni, caratteristica bergeria protetta da un curioso roccione che la sovrasta. Il sentiero (EPT222) prosegue lungo la parte bassa del Canale delle Capre per presto svoltare a sinistra e, con molti tornanti, prendere rapidamente quota. A circa 2300 mt si raggiunge il Pian dei Morti, ampia sella erbosa dove lo sguardo si allarga su tutto il Pian della Mussa e sul resto del percorso. Lasciare sulla destra il sentiero EPT223 che conduce al Pian Gias e, dapprima in diagonale poi con ampi tornanti raggiungere la base di una paretina rocciosa dove è attrezzata una zona per l’arrampicata. Il sentiero la evita spostandosi sulla destra, supera alcuni facili gradini rocciosi attrezzati con mancorrenti di corda, e prosegue con alcuni tornanti al margine di un valloncello. Giunti senza difficoltà ad un colletto dal quale è già possibile vedere il rifugio, si percorre ancora l’ultimo tratto pianeggiante che conduce in pochi minuti alla meta, in splendida posizione panoramica sull’ampia conca del Crot del Ciaussinè e di fronte alle vette circostanti. (ore 2,00-2,30).

Itinerari

Alpinismo
Ciamarella, Bessanese, Punta Chalanson, Albaron di Savoia, Denti del Collerin, Punta Rosenkrantz, Punta Maria, Punta d'Arnas...

itinerari >


Scialpinismo
Punta Adami, Punta Maria, Albaron di Savoia, Monte Collerin...

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Escursionismo
Rocca Turo, Lago della Rossa, Lago del Crotas, Cresta del Fort, Colle d'Arnas, Punta Adami...

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Trekking
Il rifugio si trova lungo il percorso escursionistico del Tour della Bessanese

il Tour della Bessanese >

Tappa 1: Rifugio Cibrario – Refuge d'Avérole >

Tappa 2: Refuge d'Avérole – Rifugio Gastaldi >

Tappa 3: Rifugio Gastaldi – Rifugio Cibrario >


Rifugi limitrofi
Refuge d'Averole, Rifugio Cibrario, Refuge des Evettes

Storia

Il primo rifugio Gastaldi venne edificato dalla Sezione Torinese del Club Alpino Italiano quando l’alpinismo muoveva i primi passi sulle montagne più prossime al Capoluogo, appunto nelle Valli di Lanzo. È dedicato all’ ex presidente della sezione di Torino del CAI, il geologo Bartolomeo Gastaldi.

La prima costruzione edificata in località Crot del Ciaussiné, dal nome di un’antica cava di calce, risale al 1880 e constava allora di un solo ambiente. Nei venti anni successivi fu più volte ampliata ma ciò nonostante, il piccolo Rifugio Gastaldi risultò insufficiente per la crescente frequentazione alpinistica della zona. La Sezione di Torino del Club Alpino decise allora la costruzione di un nuovo rifugio-albergo che sorse pochi metri a fianco del vecchio rifugio.

Il nuovo rifugio venne solennemente inaugurato il 2 settembre 1904, in occasione del XXXV Congresso degli Alpinisti Italiani tenuto dalla Sezione di Torino e svoltosi nella Val d’Ala. Parteciparono 160 alpinisti di tutte le regioni d’Italia e quarantacinque guide, per metà valligiane e per metà convocate da Courmayeur. I servizi che il rifugio offriva in quegli anni erano quelli di un vero e proprio albergo di lusso con tutti i confort, compresi acqua calda corrente, termosifoni e champagne. Purtroppo dopo soli quattro anni il nuovo rifugio albergo fu distrutto da un incendio causato dalla disattenzione di alcuni ospiti. Ricostruito come prima venne inaugurato nuovamente due anni dopo e ampliato nel 1930.

Durante la Resistenza servì da base per i partigiani e durante gli scontri dell’ ottobre 1944 con le forze naziste venne incendiato e distrutto. Così, sebbene notevolmente danneggiato l’ormai vetusto vecchio rifugio riprese la sua insostituibile funzione gestito dalla leggendaria guida Giuseppe Ferro Famil detto “Vulpòt”. Tale periodo durò fino al 26 luglio 1970, giorno dell’inaugurazione del ricostruito Nuovo Rifugio, il quale attraverso molteplici innovazioni tecnologiche prosegue tuttoggi la sua storia.

Nel 1983 parte del Vecchio Rifugio fu trasformata in Mostra permanente, collegata al Museo Nazionale della Montagna di Torino e dedicata all’ultracentenaria storia dell’alpinismo piemontese.


Albo dei gestori del Rifugio Gastaldi

1946-1969 : Giuseppe Ferro Famil (Vulpot)
1970-1972 : Franco Castagneri (Taroc)
1973-1982 : Gege Picatto
1983-1993 : Nanni Bertoni
1994-1996 : Marco Degani
1997-2004 : Guido e Antonella Rocci
2005-2008 : Marco Ferraris
dal 2009 : Roberto Chiosso