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Monte dei Cappuccini: due giorni nel cuore della storia del CAI

di Giacomo Benedetti

Venerdì e sabato scorsi il Club Alpino Italiano ha scelto di riunirsi a Torino, nella cornice simbolica del Monte dei Cappuccini, per vivere due giornate di lavoro e di confronto dedicate non solo agli adempimenti istituzionali, ma anche – e soprattutto – a rendere omaggio al Museo Nazionale della Montagna, presidio culturale e identitario del nostro Sodalizio.

Una scelta non casuale. Torino è la città in cui il CAI è stato fondato nel 1863, ed è qui che la storia dell’alpinismo italiano ha trovato una delle sue case più autorevoli.

Ritrovarsi al Monte dei Cappuccini ha significato dunque tornare alle radici, riaffermando il legame profondo tra il Club e il suo patrimonio culturale.

La giornata di venerdì si è aperta con la riunione del Consiglio Direttivo Centrale, che ha svolto il proprio ordine del giorno nella Sala Monviso. Un momento di governo e di indirizzo politico-amministrativo che ha visto il CDC confrontarsi sui temi strategici per il futuro del Club.

Parallelamente, nella Sala degli Stemmi, si è riunita la Cooperativa Montagna Servizi, con la partecipazione di tutti i Gruppi Regionali soci. Un’occasione importante per condividere linee operative, rafforzare il coordinamento e ribadire la centralità di un lavoro sinergico tra struttura centrale e territori.

La mattina di sabato, sempre nella Sala degli Stemmi, si è svolta la Conferenza dei Presidenti Regionali del CAI, alla presenza del Presidente Generale e dell’intero Consiglio Direttivo Centrale. Un momento di ascolto, confronto e visione, nel quale le istanze dei territori hanno incontrato la prospettiva nazionale.

Il dialogo tra centro e periferia – tra indirizzo politico e concreta esperienza sezionale – rappresenta una delle forze storiche del CAI. In questa sede, tale dinamica si è espressa in modo pieno, in un clima di partecipazione e responsabilità condivisa.

Le giornate si sono concluse con visite guidate al Museo e alle mostre in corso, accompagnate dalla Direttrice. È stato un momento non formale, ma profondamente significativo: camminare tra le collezioni, le immagini, le testimonianze della storia alpinistica italiana ha consentito a tutti di percepire il valore culturale che il Museo custodisce e rilancia.

Il Museo Nazionale della Montagna non è solo un luogo espositivo: è memoria viva, laboratorio di idee, spazio di dialogo tra tradizione e contemporaneità. Rendere omaggio a questa istituzione significa riaffermare che il CAI non è soltanto pratica della montagna, ma anche cultura, studio, racconto e responsabilità verso il patrimonio materiale e immateriale delle terre alte.

Due giornate intense, dunque, in una location storica per il Club, affacciata sulla città dove tutto ebbe inizio. Ritrovarsi al Monte dei Cappuccini ha rappresentato molto più di una scelta logistica: è stato un gesto di appartenenza, un segnale di unità e una dichiarazione di continuità tra passato e futuro.

Perché il CAI, fondato a Torino oltre 160 anni fa, continua oggi, attraverso il lavoro delle sue strutture centrali e dei suoi territori, a essere una infrastruttura civile nazionale al servizio della montagna e del Paese.

 

Giacomo Benedetti
Vicepresidenti CAI


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