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Il CAI Torino si riscopre

di Silvia Barbin

Mercoledì 21 gennaio la Sezione più antica del CAI ha dato il via alla sua stagione di attività 2026 con un brindisi conviviale.

 

Il pubblico è stato accolto con il benvenuto del Presidente, Bruno Roberti, che ha raccontato le tante attività su cui la Sezione è in campo, a partire dalla numerosità dei soci, dai tanti rifugi della Sezione e dal Museo Nazionale della Montagna, fino alla neo nata Commissione Scuola e Ambiente e agli accordi attivati con l’Università e il Politecnico per l’avvio di progetti di collaborazione che coinvolgano la didattica, la ricerca ma anche l’efficientamento concreto dei nostri rifugi, sottolineando l'importanza del ruolo del CAI non solo come promotore di attività escursionistiche e alpinistiche, ma anche come custode della cultura e dell'ambiente montano.

Il Presidente, data anche la significativa presenza di giovani nel pubblico, ha inoltre invitato i soci a integrarsi attivamente nella vita della sezione, portando competenze e nuove idee, fondamentale veicolo per evolvere insieme a un contesto in continuo cambiamento. 

A seguire, è stato dato spazio a tutti i gruppi, le sottosezioni e le Scuole per la presentazione della loro realtà e delle loro attività, anche attraverso l’esperienza di crescita personale nel CAI dei testimonial chiamati a raccontare il proprio gruppo di appartenenza.

Il prestigioso Coro Edelweiss ha aperto la serata con due brani: Sul rifugio (armonizzato da Mingozzi) e Belle rose du printemps (armonizzato da  Usuelli) e dedicato a tutte le donne.

E poi via con la carrellata di interventi che hanno mostrato come la Sezione copra davvero un ampio spettro di attività di escursionismo, alpinismo, scialpinismo e non sono, sia attraverso i corsi erogati dalle cinque Scuole operanti, sia attraverso le molte uscite sociali, tagliate per tutte le stagioni e le fasce d’età.

Preziosa la presenza delle giovanissime leve che si stanno formando per accompagnare la Sezione a sempre nuovi obiettivi.

Non sono mancati gli spunti di riflessione con l’intervento conclusivo del gruppo “La montagna che aiuta”, che fonda la sua missione nella realizzazione di esperienze che condividono lo strumento terapeutico ed educativo della montagna nelle aree del disagio psichico, dell'emarginazione e della diversa abilità.

La serata è stata un momento importante anche per ritrovarsi e rinsaldare i legami tra le molte anime della articolata Sezione torinese.

Tra le chiacchiere animate de veterani sui ricordi dei panorami conquistati e la curiosità dei neofiti pronti a farsi travolgere dalla passione per la montagna, la serata si è conclusa con l'augurio di una stagione ricca di progetti e attività, divulgazione della frequentazione sicurezza e, soprattutto, di indimenticabili esperienze in quota.

Ad maiora, CAI Torino!


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