Terza uscita del Corso di Alpinismo della Scuola Gervasutti: meta il Rifugio Monzino.
di Gian Piero Porcheddu
Partiamo da Torino per la Val Veny e dopo un tranquillo e sonnolento viaggio autostradale, eccoci pronti ad affrontare la prima prova: il sentiero e la ferrata – “eterna” – che dopo quasi tre ore (lo zaino ciclopico non permette altri tempi!) ci deposita sulla terrazza del Rifugio Monzino.
Il tempo di rifiatare e bersi una meritata birra ed ecco che si parte con le tre stazioni per le manovre di sicurezza e auto-soccorso.
Alcuni istruttori (Vale, Picco, Zanghi e De Nicola, con la supervisione del Giampi) mostrano: paranchi, calate con corde danneggiate, recupero del primo di cordata caduto, calata del ferito e altro ancora.
Tutti attenti e pronti a ripetere le manovre così da arrivare all’ora di cena.

L’indomani mattina, sveglia alle 5,30 con un’alba assolutamente da fotografare e un caldo fotonico !! (lo zero termico a 5000m non poteva regalarci altro).
Si parte per le varie destinazioni: Cresta NW, Via Cheney, Via Visite Guidee, Via La desscente aux envers, ViA Voie du Gardien.
La giornata trascorre tranquilla, le salite sono tutte inserite in un ambiente eccezionale e il meteo fa il resto.
Alcune cordate, che hanno salito vie di roccia, si incontrano sulla via di discesa e decidono di attrezzare delle doppie di calata molto, molto verticali per far fare esperienza agli allievi.
Sarà l’occasione per mettere in pratica – in un contesto alpinistico di tutto rispetto – le manovre apprese nelle lezioni precedenti e capire che, prima di tutto, occorre stare concentrati e usare la testa.
Istruttori aprono e chiudono le discese così da rispettare il contesto didattico del corso. Altre cordate scendono su piccoli nevai e lavorano di fino sulle manovre di discesa.
Alle ore 18 tutte le cordate sono arrivate alla terrazza del rifugio e si può iniziare la lunga discesa verso le macchine.
Prossimo appuntamento e chiusura del corso al Rifugio Torino nel fine settimana del 5-6 Luglio: una conclusione che porterà gli allievi a “saggiare” il granito e le creste del Bianco, in un luogo magico e ricco di belle storie e fantastiche salite.
Gian Piero Porcheddu
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