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Richiaglio, dove il tempo si è fermato!

di Lodovico Marchisio

Salendo dalla val di Susa verso Almese e Rubiana si giunge al Colle del Lys, valico posto tra la val di Susa e la val di Viù che da poco ha riaperto gli impianti sciistici. Se si scende verso la Val di Lanzo, dopo aver superato gli abitati di Niquidetto e Bertesseno e dopo aver oltrepassato il Col San Giovanni, in regione Biolai, 3 Km sopra Viù, s’incontra sulla destra di chi perviene dalla val di Susa una strada laterale che conduce in discesa in 5 Km circa a Richiaglio con le sue case con i tetti di losa, dove il tempo sembra essersi fermato.
Questo paesino è posto a 736 metri d’altezza sul livello del mare, e consta attualmente nella stagione invernale di soli residenti, 27 anime, tra anziani, famiglie e bambini.

Esso si trova in una singolare posizione orografica perché situato in una valletta isolata, che bisogna raggiungere appositamente, non essendo un punto di passaggio sulla vicina strada che collega Viù alla val di Susa attraverso il valico del Colle del Lys.
Assurto all’apice della cronaca televisiva e giornalistica grazie alla trasmissione di Mike Bongiorno “Superflash” che nella casella della solidarietà nel 1983 aveva donato ogni ben di Dio alla frazione dimenticata. Anche Frate Indovino aveva aiutato questo paesino nel vano tentativo di riedificare la Chiesetta in pietra di cui a tutt’oggi resta solo la facciata esteriore. Richiaglio è rivissuto solo per pochi giorni alla ribalta della cronaca, ma sono bastati allora per finanziare l’asfaltatura della strada che lo collega al resto del mondo. Questa facilità d’accesso, ha convinto alcuni giovani che avevano lasciato il paese a ristrutturare la vecchia casa degli avi, mantenendo la struttura di base e senza alterarne la fisionomia per un piano regolatore che ancora protegge le remote strutture di queste antichissime abitazioni. Vengono così protetti e ricordati gli antichi mestieri delle valli alpine per restituire la cultura, l’aggregazione, il senso di comunità e la fatica di queste popolazioni perdute nell’oblio del tempo.


Il paesino di Richiaglio infatti è composto da un pugno di case rustiche con i tetti in losa, alcune addossate le une alle altre e alcune più isolate. Oggi Richiaglio è sprofondato nuovamente nell’oblio perché non esiste più niente. Il negozio di alimentari più vicino è a 20 minuti di macchina (con la strada pulita) fino a Viù. Il posto di telefono pubblico è chiuso, i cellulari non hanno campo. Con la neve o il ghiaccio anche andare a comprare il pane diventa un'avventura. Eppure il borgo non è disabitato. Due o tre famiglie resistono, vivendo ancora di pastorizia (come 100 anni fa) ma certo molto più isolate di allora. D’inverno il paese è immerso nella morsa della neve e del gelo, anche perché in fondo alla valle e sulla strada d'inverno non batte quasi mai il sole.
Restano a ricordo di un passato lontano le case in pietra come testimonianza di  un culto che non è morto, ma è legato solo più alle 27 anime che caparbiamente hanno deciso di vivere ancora qui a testimonianza di una borgata non del tutto dimenticata.

Foto di copertina: https://camoscibianchi.wordpress.com
Foto centrale: Lodovico Marchisio

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