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I Re Magi: un altro itinerario con gli sci

di Carlo Crovella e Paolo Montaldo

Il nostro articolo pubblicato sul numero di aprile di Montagne 360 (Rivista mensile del CAI) concludeva che, nell’affascinante gruppo dei Re Magi (compreso fra la conca di Bardonecchia e la Valle Stretta), gli itinerari più evidenti possono essere considerati tutti percorsi.
La bellezza della montagna, come scrigno di emozioni, si incentra anche sulla sua capacità di stupire continuamente con impreviste novità. Proprio ad inizio aprile, nel massiccio in questione, è stato tracciato un altro itinerario, che si va ad aggiungere a quelli compresi dalla nostra monografia uscita nel dicembre 2016.

Circa a metà della discesa. Terreni ideali e splendido firn (Foto P. Montaldo)

La monografia descrive in modo sistematico i percorsi (sia di scialpinismo classico che di sci ripido) partendo dal Colle della Rho e procedendo dapprima sul lato Bardonecchia, per risalire poi sul versante Valle Stretta fino a tornare al Colle della Rho.
La monografia fa parte della collana Quaderni di Montagna: si tratta di una collana di testi in formato Pdf distribuiti gratuitamente via mail al seguito di specifiche richieste.


Il titolo della monografia, che definisce il massiccio dei Re Magi come Regno dello sci ripido, non deve “spaventare” gli scialpinisti classici, perché il gruppo custodisce anche pregevoli itinerari dalle caratteristiche tradizionali. È purtroppo diffusa la credenza che la Valle Stretta in versione sciistica sia limitata alla sola classica del Thabor.  In realtà la Valle Stretta, raggiungibile in poco più di un’ora d’auto da Torino, è una vera miniera di percorsi scialpinistici di grande soddisfazione, sia sul lato Re Magi che sul versante opposto, quello dello spartiacque principale della catena alpina. Questo concetto vale sia per gli itinerari di scialpinismo tradizionale che per quelli di sci ripido: ciascuno troverà il livello tecnico di sua soddisfazione.

Dal pianoro quota 2295 mt.: vista su P. Charrà, Guglia di Mezzodì e Cima della Seur (Foto P. Montaldo)

L’inusuale innevamento della stagione in corso ha evidenziato la bellezza degli itinerari posti al limite meridionale del massiccio dei Re Magi, proprio dove esso si affaccia sull’imbocco della Valle Stretta, compreso fra Melezet e Pian del Colle. La ripidezza dei versanti, che in estate si rivelano costituito da aspre pietraie frammiste a fitti boschi, con erti canaloni che si insinuano fra alti salti rocciosi, non permette agli scialpinisti classici di avventurarsi in questo settore, riservato invece a chi ha già dimestichezza con il “ripido”. In effetti da decenni questo settore ha attirato l’attenzione dei ripidisti: itinerari come il Couloir della Baracca e il Couloir de Roche Rouges sono ormai delle vere classiche del livello basale dello sci ripido (grado 4 della Scala Volopress).

Cresta seguita nel finale. In basso le piste del Melezet e (a dx) il Pian del Colle (Foto P. Montaldo)

La principale difficoltà di questo settore deriva dalla sua esposizione meridionale (o sud occidentale, laddove ci si affaccia più marcatamente sul Pian del Colle), per cui il manto nevoso risente sensibilmente dell’azione del sole. In certe annate, di limitate precipitazioni, le discese (quanto meno nella loro parte bassa) già in febbraio smettono di essere percorribili. Nelle annate di abbondanti precipitazioni, come l’attuale, la percorribilità degli itinerari si estende anche ai mesi primaverili, ma subentra la criticità della corretta valutazione circa l’assestamento del manto nevoso: basta un minimo rialzo termico perché la massa nevosa possa facilmente scivolare, considerata la pendenza dei versanti. È quindi richiesta una notevole prudenza operativa.

Prime curve verso la Valle Stretta. In basso la Parete dei Militi (Foto P. Montaldo)

La salita dell’intricato versante Est - Sud Est, che da Les Arnauds porta al pianoro detto “conca della quiete” 2295 mt., lungo il rio Fosse e quindi alla punta Quattro Sorelle seguendo la via normale estiva, è avvenuta in una giornata caratterizzata appunto da un forte rialzo termico. Per tale motivo, conclusa la salita ad ore ancora “sicure”, anziché scendere lungo lo stesso canale, dove (per l’esposizione sud orientale) la neve era “cotta”, si è preferito percorrere il bellissimo itinerario che cala sul Pian del Colle (n. 31 della monografia segnalata), su ottimo firn, completando così uno splendido anello di ampia soddisfazione sciistica.

Inizio canale di salita. Ben visibile in centro foto la barra di rocce superabile sulla sinistra (Foto P. Montaldo)

Punta Quattro Sorelle, 2698 m, Couloir Sud Est del Rio Fosse, con discesa verso il Pian del Colle

Difficoltà in discesa: 4.2 E2. Dislivello: 1350 mt. Dislivello ripido in discesa: 500 mt. Tempo di salita: 4 ore. Materiale alpinistico consigliato: casco, piccozza e ramponi. Partenza: Les Arnaud, strada per Melezet, subito dopo il ponte sul rio Fosse, quota 1350 mt. circa.

Si parcheggia l’auto in corrispondenza di una sterrata chiusa da una sbarra (piccolo spiazzo). Di qui l’itinerario è in gran parte visibile. Ci si inoltra in direzione Ovest - Nord Ovest seguendo alla meglio la sterrata sino a superare alcune costruzioni di servizio. Raggiunto il letto del Rio Fosse, si tiene la sponda destra orografica, dove passa il sentiero della “cava di gesso”, segnato sulle cartine IGM, ma ormai quasi sparito. Dove diviene difficile seguire il torrente, ci si allontana leggermente dal suo alveo, sempre lasciando il torrente a destra, superando così alcune briglie.

Parte iniziale: in rosso le due possibilità di salita (Foto P. Montaldo)

A questo punto si presentano due alternative: si può proseguire lungo la linea del torrente, oppure obliquare verso sinistra (senso di marcia) e, con itinerario meno diretto e meno logico, ma più comodo, raggiungere il pianoro 2295 mt. a sinistra delle casermette. Se si segue l’itinerario più diretto, occorre superare uno sbarramento di rocce di circa 8 - 10 mt., posto a quota 1550 mt. circa. C’è un passaggio sulla sinistra, ma disagevole (presenza di vegetazione) e innevato solo negli anni di precipitazioni molto abbondanti. Superato questo passaggio chiave, il terreno si fa più pulito e la salita può proseguire su pendenze che diventano più sostenute, passando a 40 gradi e poi a circa 45 gradi negli ultimi 80 - 100 mt., prima di sbucare nel tranquillo ed ampio pianoro a quota 2295 mt., dove transita la strada militare. Di qui tutto si fa più facile. Si percorre grosso modo la normale estiva raggiungendo la cresta Sud Est della Quattro Sorelle senza avere un punto obbligato e la si segue fino alla cima, se lo si desidera.

Pianoro quota 2295 mt. e cuspide finale delle Quattro Sorelle (Foto P. Montaldo)

Data la quota e l’esposizione a Sud Est, si tratta di un itinerario raramente in condizioni. Dopo le nevicate spesso si trova neve crostosa, in più la copertura nevosa a volte sparisce nella parte bassa prima che sia trasformata nella parte superiore. Questo sembrava l’anno giusto, ma il notevole rialzo termico, avvenuto tra il 1 e il 2 aprile, ha reso la neve marcia ed instabile già nelle prime ore del giorno.
Per tali motivi, da quota 2550 mt. circa della cresta, siamo scesi verso la Valle Stretta, con rammarico per non aver effettuato la discesa del rio Fosse, ma godendo in cambio di una bellissima sciata su firn pressoché perfetto.

In rosso l'itinerario di discesa (Foto P. Montaldo)

La discesa del versante del rio Fosse costituisce un itinerario per appassionati, dediti all’esplorazione e alla ricerca di linee non usuali, e riserva un ragguardevole dislivello (circa 600-650 mt.) di sci ripido. Difficoltà stimata 4.2 E2. L’itinerario è perfettamente visibile dalle piste di Melezet - Les Arnaud.

Usciti dal canale: a sinistra le piste dello Jafferau, a destra quelle del Colomion (Foto P. Montaldo)

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