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“Contaminazione” (con TAM in azione), importante aggiornamento degli operatori TAM

di Lodovico Marchisio

Marcello Dondeynaz ha esposto il caso Cime Bianche, cioè la proposta di un progetto d’impianto di risalita in Val d’Ayas, in una zona incontaminata, di grande pregio naturalistico, classificata come ZPS (Zona Protezione Speciale rete europea Natura 2000). L’impianto non consentirebbe l’accesso a piste di sci nella stessa valle, non morfologicamente adatta a tale pratica, ma sarebbe un servizio di collegamento agli impianti e relative piste di Cervinia e Zermatt, per arrivare a costituire uno dei maggiori comprensori mondiali destinati agli sport invernali. Un comitato di cittadini tiene costantemente sotto controllo l’evolversi di questa situazione e promuove iniziative volte alla conoscenza e valorizzazione dei pregi naturalistici, storici e antropologici di quest’ambiente.

Il CAI, attraverso la sezione di Verres, il Gruppo Regionale Valle d’Aosta e la CITAM PV, sulla base dei principi del Bidecalogo ha rilevato come una pianificazione del genere sia inaccettabile perché prevista in una Zona a Protezione Speciale, gravosa dal punto di vista economico e senza certezza di benefici per la popolazione della Valle. Inoltre è evidente il contrasto con le indicazioni dell’Agenda 2030 sullo Sviluppo e il Turismo Sostenibile.
Raffaele Marini ha descritto in modo oggettivo il Progetto Interconnector Italia Svizzera, gigantesco elettrodotto attraverso la Val Formazza, dal confine alle porte di Milano. Il tema è molto complesso e ricco di variabili, in un’evoluzione continua condizionata anche dalla recente scelta referendaria elvetica di eliminare le centrali nucleari.



Partendo da considerazioni storiche, antropologiche e ambientali, il relatore ha illustrato i possibili scenari che sarebbero conseguenza di scelte energetiche future, non solo italiane. Il trasporto di corrente potrebbe prossimamente invertire la rotta, conducendo elettricità dall’Italia alla Svizzera. L’argomento è talmente complicato che il CAI non può esprimere una posizione decisa (a favore o contro il progetto), ma si limita a monitorare l’evolversi della situazione e ad informarne soci CAI e semplici cittadini e sottolineare gli elementi in contrasto con gli obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile.
Maria Grazia Gavazza ha illustrato l’Agenda 2030, approvata dall’ONU nel 2015, sottoscritta da 193 paesi, tra cui l’Italia. E’ articolata in 17 obiettivi, a cui corrispondono 169 sotto obiettivi, che promuovono lo Sviluppo Sostenibile e riguardano tutti gli aspetti della vita in tutto il mondo. Il 2 ottobre scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile che fa propri questi obiettivi.  Ci si è soffermati ad analizzare alcuni target che riguardano l’ambiente montano, il rispetto della biodiversità e il turismo sostenibile e si è convenuto che questo documento è uno strumento potente di controllo delle proposte di realizzazione di infrastrutture sul territorio. Infatti il Bidecalogo e i suoi principi costituiscono un’autoregolamentazione per Soci e Sezioni CAI, ma chi è al di fuori del mondo CAI può non sentirsi obbligato a rispettare i punti del Bidecalogo.

Gli obiettivi di Agenda 2030 sono stati sottoscritti a livello internazionale e nazionale e costituiscono quindi norme universali a cui appellarsi nella contestazione di progetti e proposte.
Vi sono poi state tra le varie ed eventuali un intervento del CAI Pianezza che ha incluso nel suo programma TAM un discorso allargato ai danni che la TAV in Val di Susa sta provocando anche all’ambiente.
Molte sono state le domande poste ai tre relatori da parte degli operatori TAM Regionali (circa una ventina) intervenuti a quest’aggiornamento.


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