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Riservatamente, elogio ad Angelo Siri

di Elio Bonfanti

Riservatamente, Angelo Siri nell’ unico modo che lui conosceva se n’è andato. Se n’è andato quasi alla chetichella come per non disturbare lo stuolo di amici che negli anni lo avevano apprezzato.

Tutti si sono stretti a lui quasi increduli ed in questo breve periodo di congedo che il destino gli ha concesso era lui che faceva coraggio agli altri perché lui di coraggio ne aveva da vendere. Ad ognuno di noi ha riservato un pensiero una parola o un monito amorevole il tutto condito da quel suo fare austero e talvolta quasi , per chi non lo conosceva bene, scostante.

A me ha detto: "Elio ancora qualche anno poi basta, smettila di andare a scalare, che roba stupida sono i gradi dopo una certa età si diventa patetici a cercare di fare la prestazione (e poi sai che prestazione) si corre solo il rischio di farsi male". Sovrastimandomi, mi ha consigliato: "Tu scrivi, ti viene bene sei bravo e allora scrivi racconta fai cultura". Il contesto non era quello giusto ma a me veniva da sorridere pensando alle facce che avrebbe fatto mia madre con la fatica che ha fatto a farmi andare a scuola. Ma in effetti in Italiano ero bravo, avevo sei!



Ora sono qui a scrivere di lui ma non voglio fare uno sterile elenco di tutte le cose che ha fatto perché chi legge capisca chi era attraverso i suoi titoli o tramite le sue realizzazioni!

Angelo era Angelo a prescindere da tutto cosa ha fatto, lui era solo sostanza e se dovessi cercare una parola che riassuma la figura di quest’ uomo direi Essenziale: sì, Angelo in ognuna delle sfaccettature della sua poliedrica personalità era sempre, ma mai per calcolo, estremamente essenziale. Lui era così, andava con naturalezza all’essenza delle cose.



Poi credo che lo potrei definire Curioso, perché era pieno di quella sana curiosità che lo ha portato nel suo cammino ad esplorare molti terreni. Dal Diritto, praticato per lavoro, all’Alpinismo ed al Bouldering, dalla musica classica, alla scalata sulle cascate di Ghiaccio, per arrivare sino alla Filmografia praticata da dilettante ma che dilettante...!

A ruota potrei anche etichettarlo come Innovatore perché nei vari ambiti dove si muoveva riusciva sempre a sperimentare il nuovo mettendoci del suo. In Italia è stato con Giovanni Massari uno dei primi se non il primo a togliere le dragonnes dalle piccozze per la Piolet Traction e stiamo parlando della fine degli anni 80.



Ma la somma di tutte queste definizioni mi porta inevitabilmente a concludere che era un fantastico rompiscatole di Perfezionista. In tanti anni non l’ho mai visto fare una cosa tanto per farla perché con lui la regola era: "o bene o niente". E come la goccia che spacca la pietra alla fine ti portava a fare le cose come le voleva lui.

In questi ultimi anni, portando a spasso il film che aveva fatto su Giancarlo Grassi siamo stati un po' come una compagnia di giro, serate, cene, momenti di ilarità e di tristezza si sono susseguiti per quasi un decennio e se penso che solo lo scorso anno arrancavo in bicicletta dietro di lui sul colle di Valcavera non riesco proprio a capire perché  abbia voluto andarsene così in fretta.



Anzi no forse l’ho capito: detestavi le smancerie e gli addi lunghi, sono sempre stati molto più struggenti di quelli rapidi e… indolore. Non è che forse non volevi farci star male?

Beh nel caso stavolta non ci sei riuscito. E tranquillo ancora qualche anno e poi smetto.



Alpinista completo, dalle grandi vie in alta montagna, alle cascate di ghiaccio, al bouldering, ha legato il suo nome a molte prime salite dalle Alpi Marittime al Monte Bianco e nel solo Vallone di Sea ha aperto circa 50 vie nuove, perlopiù al fianco di Gian Carlo Grassi.

Scopritore ed appassionato Boulderista “ante litteram”  ha scoperto e segnato più di un circuito di arrampicata. Appassionato di fotografia, dopo il pensionamento come Cancelliere del tribunale di Savona, aveva iniziato a interessarsi di riprese cinematografiche firmando diversi filmati, tra i quali ricordiamo in particolare: “Sogno di Sea”, “Gian Carlo Grassi, l’uomo del giardino di cristallo" , Ghiaccio dell’ Ovest anni 2000, “Scarason, l’anima del Marguereis”, la Rochà d’ Ciavrie e da ultimo il filmato su Campia figura dell’ alpinismo Cuneese . Oltre a questi  ci ha lasciato numerosi corti dedicati al Bouldering dove ha ripreso tra gli altri Christian Core in una delle sue maggiori realizzazioni “Gioia” 8c+ a Varazze.

Per queste sue attività di alpinista e di documentarista, attento alle tematiche della montagna e dell’alpinismo in tutte le sue forme, nel 2011 era stato ammesso nel Gism (Gruppo italiano scrittori di montagna) e nel 2012 ne era divenuto “testimonial”.

di Elio Bonfanti


foto: Elio Bonfanti & Fulvio Scotto

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