Serata per la fedeltà al CAI Torino, fra ricordo e passione per la montagna

14 Novembre 2025

Sul palco sono saliti i soci premiati, dai 25 ai 70 anni di appartenenza

La serata del CAI Sezione Torino per celebrare i soci con traguardi di 25, 50, 60 e 70 anni di appartenenza è stata segnata dalla recente scomparsa dell’ex presidente Marco Battain. Un momento speciale ha reso omaggio anche a Lodovico Marchisio (a sx nella foto, accanto al Presidente Roberti), collaboratore del CAI per 60 anni di fedeltà al sodalizio e alla storia alpina.La montagna non dimentica chi le dedica la vita. E venerdì 7 novembre, nella gremita Sala degli Stemmi al Monte dei Cappuccini, la comunità del CAI Sezione Torino ha reso omaggio a due figure simbolo di passione e fedeltà: Marco Battain, recentemente scomparso e storico presidente della sezione, e Lodovico Marchisio, giornalista e curatore della rubrica Vite in ascesa su Aostacronaca.it, premiato per 60 anni di appartenenza.

Il presidente Bruno Roberti ha aperto la serata ricordando Battain con parole intrise di emozione: «Marco Battain, socio, presidente e amico, ci ha lasciati, ma il suo esempio e la sua passione continueranno a guidarci. Ha dedicato una vita alla montagna e alla nostra sezione, ispirando generazioni di alpinisti». Un minuto di silenzio ha preceduto i riconoscimenti, trasformando la celebrazione in un vero tributo alla memoria.Sul palco sono saliti i soci premiati, dai 25 ai 70 anni di appartenenza, ognuno con storie di montagna, amicizia e impegno che hanno intrecciato decenni di vita associativa.

Tra i riconoscimenti più sentiti, la targa speciale a Franco Miretti per i suoi 70 anni di fedeltà, simbolo di una vita trascorsa nel segno della montagna e del CAI.Un momento di grande attenzione è stato riservato a Lodovico Marchisio, il cui lavoro giornalistico e letterario ha raccontato generazioni di vite alpine, unendo passione, cura dei dettagli e memoria storica. Il presidente Roberti e la vicepresidente Febronia Sciacca hanno sottolineato il valore del suo contributo, evidenziando come la sua penna continui a dare voce alla montagna e a chi la vive ogni giorno.

Tra gli ospiti, anche Erica Candeletti, ultima erede dell’Istituto Geografico Centrale, ha ricordato il ruolo storico della cartografia delle Alpi, portando in sala un legame tangibile con la tradizione alpina e con la storia della sezione.Per rispetto al socio scomparso, il consueto rinfresco conviviale è stato rinviato ad un momento più sereno. La serata si è così chiusa tra ricordi, applausi e gratitudine, confermando che il CAI non celebra solo l’anzianità dei soci, ma legami profondi, passione condivisa e memoria viva della montagna, con il prezioso contributo di chi, come Marchisio, continua a raccontarla con cuore e dedizione.


Testo di Corrado Martinelli, foto di Roberta Maffiodo